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Napoli | Edifici abbandonati/inutilizzati

Last Update: 7/10/2020 5:41 PM
11/19/2014 6:47 PM
 
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Stadera90, 09/11/2014 14:10:

Ma per l'ex complesso industriale Manifatture Cotoniere Meridionali che si trova adiacente al mercato di Poggioreale, non esiste nessun progetto per recuperare questo pezzo di storia? Quando ci passo mi incazzo come una bestia vedendo in che condizioni sta. www.mappi-na.it/place/ex-complesso-industriale-mcm-manifatture-cotoniere-meridionali-poggi...



Da Napoli Retrò:

"Cotonificio di Napoli-Poggioreale nel secondo decennio del XX secolo"
Roberto Wenner, uno dei principali industriali cotonieri elvetici dell'Italia meridionale, nel 1913 diede vita alla società anonima Manifatture Cotoniere Meridionali, in cui confluì anche lo stabilimento di Poggioreale (Napoli). Durante la prima guerra mondiale, la fabbrica di Poggioreale lavorò a pieno ritmo per l'esercito italiano e i Paesi alleati. Le crescenti pressioni nazionaliste nel 1918 indussero Wenner a cedere la società a un gruppo finanziario-imprenditoriale italiano.



12/12/2014 7:07 PM
 
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Dopo almeno 10 anni di abbandono, seguito a fallimento, truffa e sequestro, stanno finalmente lavorando all'edificio della ex clinica Villa del Pino al corso Vittorio Emanuele!!! :banana:
Le foto sono di qualche giorno fa, ma la clinica è ancora tutta impacchettata e continuano a lavorarci quotidianamente.
Solo che non ho idea di che cosa ne faranno e chi sia il proprietario :???



questa è nel contesto per chi non conoscesse la zona

10/8/2015 12:09 PM
 
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Non ne conosco la storia ma guardandolo mi pare assomigli al tipico dazio borbonico. Si aspetta che crolli da solo o nei meandri delle stanze del comune c'è qualche carta che vorrebbe valorizzarlo?

Via Ponte dei Granili:

www.google.it/maps/@40.8408217,14.2919145,3a,75y,195.58h,94.84t/data=!3m6!1e1!3m4!1s7KDzPzObkwGnIYvwIncGDQ!2e0!7i1331...
10/8/2015 2:12 PM
 
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E' l'ex dogana


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La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso

10/8/2015 2:22 PM
 
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Ti posto anche la richiesta di intervento fatta dal movimento cinque stelle all'allora ministro Bray

all'interno interessanti spunti storici e una mappa esemplicativa

files.meetup.com/206790/Dazi%20Doganale%20richiesta%20intervento%2...

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La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso

10/8/2015 2:24 PM
 
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macello
L'edificio , che si trova alla via ponte dei Francesi, è il macello costruito, extra moenia, da Ferdinando Fuga Durante il regno di Ferdinado IV ( Dio Guardi). Lo stato in cui versa è dovuto (sic) alla famosa esplosione della nave carica di munizioni che rase al suolo il B :pet: :pet: orgo Loreto e il grandioso edificio dei Granili.

Saluti
10/8/2015 2:25 PM
 
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preci8sazionw
il dazio doganale si trova di fronte al macello
10/8/2015 2:33 PM
 
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Re: preci8sazionw
pequod.nap, 08/10/2015 14:25:

il dazio doganale si trova di fronte al macello




La porta doganale di Via Ponte de Granili in origine era formata da due edifici posti ognuno a lato della strada; oggi ne è visibile solo una, quello lato mare per l'appunto;

l’altro è stato demolito per la costruzione dell’Archivio Storico dell’Enel.

Cosa ti fa credere fosse un macello?
L'area dell'ex macello prospiciente ad un dazio era quella di piazza Arabia
Forse hai confuso zone?
:allora?

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La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso

10/8/2015 3:33 PM
 
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Re: Re: preci8sazionw
Ninconanco81, 08/10/2015 14:33:




La porta doganale di Via Ponte de Granili in origine era formata da due edifici posti ognuno a lato della strada; oggi ne è visibile solo una, quello lato mare per l'appunto;

l’altro è stato demolito per la costruzione dell’Archivio Storico dell’Enel.

Cosa ti fa credere fosse un macello?
L'area dell'ex macello prospiciente ad un dazio era quella di piazza Arabia
Forse hai confuso zone?
:allora?

sale in cattedra l'esperto di queste zone :cool: :hihi:

Con macello pequod forse intende l'Officina del Mercato Vaccino perché le due barriere costruite da Stefano Gasse che qui vediamo ospitavano l'una la suddetta "officina", mentre l'altra era l'Officina della Gabella. Non so precisamente però quale edificio ospitasse queste mansioni, generalmente si dice che quella sopravvissuta sia l'officina daziaria. Ma non metterei la mano sul fuoco, bisogna trovare qualche carta topografica ottocentesca.

Comunque ovviamente non fu l'archivio Enel a soppiantare l'edificio che non vediamo più, ma la centrale termica "Volturno" dei Granili, il cui bando di costruzione fu pubblicato nel 1911, realizzata su progetto dell'ingegnere Giuseppe Domenico Cangia presumibilmente entro il 1920, ricostruita con ampliamento durante il fascismo (dovrei avere una foto, che posterò sul thread delle architetture). L'edificio fascista, inaugurato nel 1932, una cosa che sembra più una cattedrale che un'impianto industriale, probabilmente fu distrutto durante la guerra, infatti da quelle parti piovvero bombe in abbondanza. Al suo posto dopo un po' di tempo fu implementato l'attuale archivio. Non posso sapere se fu proprio la centrale a togliere di mezzo l'edificio del Gasse, può darsi che già al tempo del fascismo questo non esistesse più. Rimaniamo dunque a una sostituzione nel tempo, gli approfondimenti non mancheranno.
[Edited by CityclassR4 10/9/2015 1:09 PM]
10/8/2015 3:46 PM
 
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CityclassR4, 01/06/2013 00:52:

Eccoci qua.

Bene, partiamo subito dal primo ponte che incontriamo: il ponte della Maddalena. Su di esso si è detto tantissimo e non voglio ritornarci, tanto è pieno di storia che non finirei mai.

Occupiamoci degli altri due toponimi relativi ai ponti: il ponte dei Granili e il ponte dei Francesi.

Via Ponte dei Granili la troviamo tra via Reg(g)ia di Portici e via Ponte dei Francesi. Dico "reg(g)ia" perché sostengo che il toponimo è stato corrotto nel tempo, per cui da via regia di Portici (si capisce il significato) si è passati a via Reggia di Portici, e proprio il fatto che andando verso est si raggiunge in un modo o nell'altro la reggia porticese ha determinato questo mutamento.

Sappiamo tutti che la zona orientale di Napoli era fino all'Ottocento una zona paludosa, ricca di acque e coltivazioni. Ecco, proprio dopo un'alluvione avvenuta nel 1822 il Genio borbonico, e in particolare il capitano Colella, realizzò il cosiddetto "alveo comune di Pollena", un canale che convogliasse le acque torrentizie provenienti dal Vesuvio (da Pollena) affinché non allagassero la zona, che era sì tanto ricca di acque, ma sappiamo che "il troppo stroppia".

Questo canale in linea retta va verso sud-ovest (oggi lo possiamo trovare grazie alla strada che scorreva lungo il suo argine, via Argine appunto) e sfocia dopo il palazzo dei Granili di Ferdinando Fuga (da più di cinquant'anni scomparso) nella zona detta "dei Gigli" (poi ci torniamo). Nel 1826 sempre il capitano Colella realizzò un ponte che scavalcasse l'alveo di Pollena alla foce, e fu chiamato "ponte dei Gigli" perché appunto sorgeva nella zona dei Gigli.

Perché "Gigli"? Ci viene in aiuto quel grande botanico che fu Michele Tenore, il quale si legò indissolubilmente all'Orto Botanico (tant'è che la "salita alle Croci", che lo costegga a ovest, prende il suo nome). Michele Tenore riferisce che nella zona dopo il ponte della Maddalena era di casa il pancratium maritimum, comunemente chiamato "giglio di mare".

Nel 1828 Stefano Gasse realizzò a ridosso di questo ponte (dopo di questo per chi va a San Giovanni, prima per chi va a Napoli) due barriere doganali: l'Officina della Gabella e l'Officina del Mercato Vaccino. Ragion per cui il ponte fu chiamato "ponte della Dogana".

Ecco un'immagine delle due barriere doganali. La dogana in primo piano oggi non c'è più, al contrario di quella che si scorge a stento sulla destra della foto, anche se è un povero rudere.



Oggi il ponte del Colella non esiste più, infatti oggi gli ha preso il posto un cavalcavia anonimo per i raccordi col porto. Anche l'alveo di Pollena non esiste più. Del toponimo "Gigli" abbiamo una traccia nella via Marina dei Gigli, che ci ricorda un luogo amenissimo da troppo tempo scomparso.

Nella foto vediamo un ponte, che non è quello dei Granili-Gigli-Dogana, ma è quello dei Francesi. Ora bisogna fare un pò di teorie sul perché si chiami ponte dei Francesi, rifacendoci a due importanti storici: Gino Doria e Franco De Arcangelis, che hanno scritto entrambi un'opera di toponomastica cittadina.

Gino Doria riporta troppo frettolosamente che il ponte è detto dei Francesi perché legato alle vicende militari del 1799 dell'esercito di Championnet che entrò a Napoli.

Ed ecco Franco De Arcangelis, che - a mio parere - è più oculato e scrupoloso nell'analizzare il toponimo. Avete mai notato che sotto il ponte dei Francesi passa la ferrovia Napoli-Salerno? Bene. Dovete sapere che in epoca preunitaria ci passava la mitica Napoli-Portici, costruita - guarda un pò - dal francese Armand Bayard.

De Arcangelis ritiene dunque che il ponte sia stato costruito dalla società di Bayard per proteggere i due flussi: ferroviario e pedonal-carraio.

Non a caso il ponte sembra assai vetusto, specie nelle arcate (la foto è de lestradeferrate.it, un sito molto interessante e preciso), cosa che ci fa pensare che con ogni probabilità è di epoca risalente; ciò combacia con la spiegazione di De Arcangelis.



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10/8/2015 3:47 PM
 
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city potresti recuperare la foto che mettesti?
[Edited by CityclassR4 12/30/2015 3:06 PM]

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10/8/2015 4:15 PM
 
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è chiaramente una fotografia più nitida
10/8/2015 5:02 PM
 
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Ah ecco!
quella che ho messo io

Quindi l'edificio che attualmente vediamo al ponte dei granili non è quello in primo piano?

Sei sicuro?
Se guardi la facciata con le colonne a me sembra proprio quello in primo piano invece...

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10/8/2015 5:38 PM
 
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nono, avessi un po' più di sale in zucca (:coma:) ti accorgeresti che il nostro edificio sgarrupato sta lato mare (lo si vede anche sulla destra della foto), mentre l'edificio che sta in primo piano nella foto è lato monte (monte Vesuvio aggiungerei :hihi:)

ma poi erano (quasi) identici, realizzati secondo lo stile "neogreco" tanto in voga a quei tempi
[Edited by CityclassR4 10/8/2015 5:55 PM]
10/8/2015 6:25 PM
 
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Grazie mille a tutti per queste informazioni. Al momento l'edificio è stato messo in sicurezza ma nessun lavoro ancora per restaurarlo.
10/8/2015 6:32 PM
 
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CityclassR4, 08/10/2015 17:38:

nono, avessi un po' più di sale in zucca (:coma:) ti accorgeresti che il nostro edificio sgarrupato sta lato mare (lo si vede anche sulla destra della foto), mentre l'edificio che sta in primo piano nella foto è lato monte (monte Vesuvio aggiungerei :hihi:)

ma poi erano (quasi) identici, realizzati secondo lo stile "neogreco" tanto in voga a quei tempi


:D

Nn essere cattedratico
Quello è l'edificio gemello alla fine
:lol:

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12/29/2015 11:13 PM
 
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Approvata delibera che finanzia la ristrutturazione dell'ex cabina di trasformazione elettrica che garantiva il funzionamento dei filobus in via Verrotti/mezingher.stanziati €360.000. Nascerà un polo per il tempo libero

Parliamo di questo:

goo.gl/maps/xAhS8RvV44N2
12/29/2015 11:46 PM
 
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Un polo per il tempo libero? :lol:

__________________________
Salutandovi indistintamente..

http://www.pianofortegioiello.it/
12/30/2015 12:34 AM
 
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Utente [inside]
Un polo per i punkabbestia. :troll:

__________________________
Ristoranti pub e locali di Napoli http://bastachesemagna.wordpress.com/
Piste e percorsi ciclabili di Napoli http://goo.gl/maps/1YoYv
12/30/2015 3:12 PM
 
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almeno l'Arenella non si troverà comitatuncoli contro un (attualmente improbabilissimo) ritorno del filobus - cosa che auspico fortemente per via della grande efficacia del motore elettrico in salita - nella zona collinare per eccellenza :coma:
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