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'O fattariello: storie, aneddoti, racconti, leggende

Last Update: 7/1/2020 7:32 AM
1/30/2014 11:18 AM
 
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Ogni cosa (vera o quasi) che si riferisca alla nobile storia di Napoli e dintorni
Ci mancava un thread del genere, dove poter inserire quanto scritto in titolo. Racconti, storie, anche profili di personaggi illustri o che hanno legato il nome a Napoli.

Vorrei cominciare con questo articolo sul famoso duca di Sandonato, al secolo Gennaro Sambiase Sanseverino, sindaco ottocentesco di Napoli, figura storicamente controversa e discordante.

Sandonato, duca smargiasso

Tra coloro che pur non meritando un monumento vanno ricordati per l' iperbolico spessore che nel bene e nel male seppero dare alla loro vita, vi è don Gennaro Sambiase duca di Sandonato. Costui per la vitalità prorompente, per gli insaziabili appetiti e per la figura fisica si apparenta a Falstaff. Campione di demagogia ma in fondo generoso, intrallazzatore e pessimo amministratore del danaro pubblico.

Ricco di idee talvolta anticipatrici, don Gennaro fu nell'Ottocento un vistosissimo protagonista della politica napoletana. La sua gran stazza corporea non gli impedì il superattivismo; grosso com' era non si mostrò mai stanco e bisognoso di appoggiare i suoi lardosi quarti a una sedia. E con pari passo procedeva il suo ottimismo, mai velato da una preoccupazione.

Per i popolani irraggiava addirittura speranze, sicché lo seguirono trovando in lui un uomo politico sempre pronto a farsi carico delle loro difficoltà. Il più delle volte il suo fu un aiuto illusorio, pure, per i meno abbienti, bastò l' essere ascoltati, il trovare sempre la sua porta aperta, per amarlo chiamandolo "il duca nostro". Quest' uomo si può dire che non ebbe mai una vita privata. Era nato per stare in mezzo agli altri, per rumoreggiare, vociare, polemizzare, progettare per sé e per il suo vasto seguito, anche per imbrogliare.

La sua vitalità annullò l' ingombro del suo fisico pachidermico proiettandolo in mille direzioni, sempre sicuro di riuscire, di travolgere qualsiasi ostacolo. E cominciava presto la sua giornata. Già nelle prime ore la sua casa era più piena d' un teatro con spettacolo di successo. Ciò non lo turbava minimamente, né lo stancava. Si ricorreva a lui per un' infinità di faccende piccole e grandi, e il duca riceveva tutti stando a letto o assiso su quel che monsignor Della Casa nel suo "Galateo" chiamava "pezza degli agiamenti" e la gente comune cantero; termine della lingua italiana, come attesta il Rigutini. Sul profumato trono di terracotta smaltata, don Gennaro concionova, faceva promesse, garantiva raccomandazioni, rianimava i disperati, racchettava i violenti; in breve col suo faccione di tribuno bonario, dava ai popolani e ai piccolo-borghesi l' illusione di essere ascoltati da chi contava.

Ma davvero contava? Nato nel 1823, Gennaro Maria Sambiase duca di Sandonato iniziò la sua carriera presso l' Intendenza di Caserta col modesto grado di impiegato. Era giovane e di idee liberali. Dapprima seppe celarle, poi nelle infuocate giornate del 1848 in qualche modo dovette manifestarle, perché fu destituito e costretto all' esilio. Si aprì in tal modo il periodo più drammatico della sua vita, ché peregrinò fra molte città italiane, svizzere, inglesi, tedesche e francesi; un periodo che durò ben 10 anni. Non è facile immaginarlo l' euforico Sambiase, irriducibile alla malinconia e a qualsiasi fastidiosa ombra - come a lungo apparve - in questi anni tribolati da molte difficoltà e in primo luogo dallo sradicamento.

Ma infine poté tornare a Napoli. Chiusa la parentesi nera, ora poteva iniziare il recupero del tempo perduto forte del suo passato di antiborbonico. Inseritosi nel nuovo corso politico, ebbe nel 1860 il grado di colonnello della Guardia Nazionale e l' incarico di sovrintendente dei teatri. Il suo populismo si manifestò subito e d' istinto scelse la via del gran maneggione sempre pronto a raccomandare e a raccomandarsi, a trattare con chiunque pur di aver un vantaggio, in ciò aiutato da un' esimia faccia tosta: la sua morale era andare avanti senza chiedere chi fossero i suoi compagni di strada. Non mancava di grossolana retorica, e ne fece uso e abuso, poco curandosi di chi considerava sgrammaticati i suoi discorsi.

Ugualmente, torreggiante con la sua flaccida mole, si fece largo tra i concorrenti al potere: gli ostacoli travolti furono molti, come le cariche che ottenne. Fu difatti direttore del Banco di Napoli, presidente del consiglio provinciale, consigliere comunale e poi sindaco di Napoli, deputato nazionale. A queste vanno aggiunte un buon numero di cariche minori.

La sua massima popolarità il Sandonato la ebbe negli anni in cui fu sindaco, ossia dal 1876 al 1878. Il perfetto demagogo mostrò allora anche qualità positive facendo abbattere i più marci e diruti fondaci, costruendo mercati, dando impulso all' Acquedotto di Serino, ideando la villa del popolo, che doveva offrire un grato luogo di passeggio ai popolani del centro. Tale villa, ubicata alla Marina, non ebbe lunga vita assorbita poi dal Porto, fu però un tangibile segno della volontà di offrire anche ai meno fortunati dei vicoli gli agi che i nobili godevano nell' aristocratica villa di Chiaia. I conti comunali in quel periodo andarono in rosso, ma la vastissima clientela di don Gennaro, con suo giubilo, s' infoltì ulteriormente.

Del resto, avere le "masse" con sé era stata sempre la sua arma vincente. Popolarità riconosciutagli dallo stesso re Vittorio Emanuele II, il quale, venuto a Napoli, gli chiese scherzosamente: mi permettete di venire nel vostro regno? Gli uomini di cultura ovviamente non l' amarono. E ricordo Vittorio Imbriani, che nel racconto "La bella bionda", ribattezzatolo Caterinicchio, lo ritrasse coi grotteschi tratti d' un imbroglione cordiale e facchinesco per giunta definendolo "duca senza duchessa e (quel che è peggio) senza ducati".

Ma più del racconto Sandonato soffrì per un suo sonetto giovanile apologetico per i Borboni ripescato dall' Imbriani e pubblicato sul giornale "La Patria" nel 1869. Tentò allora di reagire querelando il giornale, presto però ritirò la querela. Anche il filosofo Silvio Spaventa lo aborriva e una volta disse a Benedetto Croce irridendo a chi cianciava di federazioni, che qualora si fosse realizzato un tal disegno "voi napoletani avreste per presidente il duca Sandonato". Critiche e astio che non scalfirono la popolarità di don Gennaro, che visse euforico e ottimista fino al 1901, anno in cui si spense con dolore dei popolani, che piansero sincere lacrime per chi avevano riconosciuto loro difensore e paladino.

Giovanni Amedeo

Repubblica, 30 settembre 2007
1/30/2014 11:26 AM
 
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E' vero ci voleva
E brav a Cityclass
ad maiora...

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La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso

2/4/2014 6:20 PM
 
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Ottima idea.
A me 'ste "storielle" fanno impazzire.

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2/7/2014 8:40 PM
 
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divieto di giocare a pallone... del 1764
Non so se abbiate mai notato la lunga epigrafe posta in piazza San Domenico Maggiore... è un banno in cui si fa divieto di giocare a pallone, a carte e di far numerose altre cose (fittare sedie, giocare coi dadi, vendere frutta, etc.) ... da notare il numero di palloni dimenticati proprio sopra questa lapide antica...
www.laboratorionapoletano.com/2014/02/vietato-gettare-rifiuti-e-gioc...

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3/26/2014 12:07 PM
 
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ARCHEOLOGIA: Lo sapevate che anche Napoli ha la sua Nike?
Eh, si, proprio come la famosa Nike di Samotracia, custodita nell'altrettanto famoso museo del Louvre.

Eccola qua:

Fu trovata nel maggio 1893 sotto la chiesa di Sant'Agata degli Orefici, mentre la si stava demolendo per il Risanamento. Questa chiesa, di origini cinquecenteshce, era lunga e stretta e sorgeva presso corso Umberto, in maniera perpendicolare e al centro dell'odierna via Antonio Scialoja.

In quell'occasione fu ritrovato un portico di dodici colonne in marmo fondato su una struttura più antica. Molto probabilmente era stato individuato un edificio (in particolare un ambulacro, una specie di luogo di passeggio) relativo all'antico ginnasio, che doveva sorgere proprio in questa zona. Ricordiamo che a poca distanza è stato ritrovato il tempio dei giochi Isolimpici. Inoltre è stata ritrovata anche un'erma raffigurante Eracle, quindi l'ipotesi del ginnasio è molto più fortificata. Con ogni probabilità insomma la zona degli Orefici e in genere la zona meridionale, al di sotto delle mura (ovviamente con le dovute differenze di costa tra ieri e oggi), era la sede delle attività agonistiche (e anche ricreative, dunque le terme) della città.

La "Nike di Napoli" è custodita al Museo Archeologico, è alta circa un metro e mezzo, è acefala, senza ali e senza braccia, è di epoca flavia (fine primo secolo dopo Cristo) ed è una bella copia di alcuni soggetti scultorei greci rappresentanti la Nike, cioè la Vittoria, raffigurata come alata e con una palma in una mano.

È infatti molto simile alla Nike di Paionios, che è stata eseguita nel V secolo a.C. dallo scultore greco Peonio di Mende (il cui nome trascritto letteralmente dal greco è Paionios) per il santuario di Olimpia e oggi visibile nel museo archeologico della città greca.
3/26/2014 1:12 PM
 
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[SM=p2820491] è esposta tra le statue della collezione Farnese, mi pare.

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Frullino, sei il mio battito d'ali
3/27/2014 2:44 PM
 
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Re:
bartol0, 26/03/2014 13:12:

[SM=p2820491] è esposta tra le statue della collezione Farnese, mi pare.



guardate che se non sbaglio a napoli è stata trovata un altra Nike durante gli scavi della metro che adesso è esposta nella stazione museo, spero di non sbagliarmi a dire che sia una nike e forse proprio del periodo greco, ma siccome non ne sono sicuro attendo che qualcuno mi smentisca


3/27/2014 2:47 PM
 
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[SM=g3545873] ecco svelato l'arcano, la nike non è esposta al museo archeologico, bensi nella stazione neapolis della fermata Metro :)
3/27/2014 5:37 PM
 
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ah giusto! sta tra i reperti ritrovati durante gli scavi della stazione Duomo, quindi un'ubicazione sicuramente azzeccata.

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3/27/2014 7:01 PM
 
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Re:
bartol0, 27/03/2014 17:37:

ah giusto! sta tra i reperti ritrovati durante gli scavi della stazione Duomo, quindi un'ubicazione sicuramente azzeccata.



questa nike è stata trovata al borgo orefici nel 1893 quindi non credo faccia parte dei ritrovamenti dovuti agli scavi della metro, credo sia stata posizionata li in quanto espressione della varietà di reperti che rappresentano le varie fasi storiche della città


3/27/2014 8:10 PM
 
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la Nike sta lì perchè era parte integrante del complesso dei giochi isolimpici, il cui tempio ed altre testimonianze sono venute alla luce coi lavori della metropolitana ;)

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4/12/2014 1:01 PM
 
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La grande creatività dei napoletani: Lello Feltrinelli
napoli.repubblica.it/cronaca/2014/04/11/foto/curiosit_napoletane_e_un_falso_storico-833...

[SM=x2819679] [SM=x2819650]
[Edited by CityclassR4 4/12/2014 1:02 PM]
5/12/2014 4:13 PM
 
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6/11/2014 12:09 PM
 
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«Dracula è sepolto a Napoli. Sappiamo dov'è la sua tomba». La clamorosa rivelazione dei ricercatori


www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/dracula-napoli/notizie/7390...
6/11/2014 12:42 PM
 
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Re: La grande creatività dei napoletani: Lello Feltrinelli
CityclassR4, 12/04/2014 13:01:

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2014/04/11/foto/curiosit_napoletane_e_un_falso_storico-83321064/#6

[SM=x2819679] [SM=x2819650]




io da lello ho preso diversi libri. [SM=p2820491]
6/11/2014 3:45 PM
 
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Re: ARCHEOLOGIA: Lo sapevate che anche Napoli ha la sua Nike?
CityclassR4, 26/03/2014 12:07:

Eh, si, proprio come la famosa Nike di Samotracia, custodita nell'altrettanto famoso museo del Louvre.




granpacco, 27/03/2014 14:44:



guardate che se non sbaglio a napoli è stata trovata un altra Nike durante gli scavi della metro che adesso è esposta nella stazione museo, spero di non sbagliarmi a dire che sia una nike e forse proprio del periodo greco, ma siccome non ne sono sicuro attendo che qualcuno mi smentisca






granpacco, 27/03/2014 14:47:

[SM=g3545873] ecco svelato l'arcano, la nike non è esposta al museo archeologico, bensi nella stazione neapolis della fermata Metro :)




bartol0, 27/03/2014 17:37:

ah giusto! sta tra i reperti ritrovati durante gli scavi della stazione Duomo, quindi un'ubicazione sicuramente azzeccata.



[SM=x2819669]
Non ho capito, da quello che dite qua pare che di Nike non ce ne sia una, ma ce ne siano almeno tre. [SM=g6937] [SM=g3040391]

E poi quale sarebbe la stazione Neapolis della metro? [SM=x2819775]


Allora una Nike sta pure al Vomero. [SM=p2982591]
[Edited by Coma White 6/11/2014 3:46 PM]

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6/11/2014 3:49 PM
 
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Re: «Dracula è sepolto a Napoli. Sappiamo dov'è la sua tomba». La clamorosa rivelazione dei ricercatori
ForzaNapoli.80, 11/06/2014 12:09:



Questo spiega tante cose, in particolar modo da dove siano venuti fuori tutti questi discendenti che lavorano ai Ministeri. [SM=p2820491]

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6/11/2014 5:14 PM
 
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Coma, non pensare a sti mezalengua, una e una sola Nike è stata ritrovata a Napoli e non in un cantiere della metro. Sta esposta nella "stazione Neapolis" per dare senso e completezza ai ritrovamenti archeologici della zona (quindi è visibile VICINO a quelli della stazione Duomo).
6/11/2014 5:28 PM
 
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Re:
CityclassR4, 11/06/2014 17:14:

Coma, non pensare a sti mezalengua, una e una sola Nike è stata ritrovata a Napoli e non in un cantiere della metro. Sta esposta nella "stazione Neapolis" per dare senso e completezza ai ritrovamenti archeologici della zona (quindi è visibile VICINO a quelli della stazione Duomo).




Ma dove si trova questa stazione Neapolis? [SM=x2819775]

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6/11/2014 5:32 PM
 
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Re: Re:
Coma White, 11/06/2014 17:28:




Ma dove si trova questa stazione Neapolis? [SM=x2819775]




Sta sotto l'ingresso del museo archeologico nazionale.

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