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Napoli | Altri impianti sportivi

Ultimo Aggiornamento: 07/11/2017 10.36
05/10/2017 18.32
 
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granpacco, 05/10/2017 18.04:

Io non conosco i fatti ma faccio ragionare il cervello, partendo dal fatto che l'albricci verrà completamente riqualificato( forse non sei informato abbastanza) ed oltre all'albricci altre piscine ed altri impianti, hai elencato delle cose considerevoli: uno stadio che può ospitare varie discipline, in un quartiere benestante, collegato benissimo, ma che in mano al pubblico cade letteralmente a pezzi! Cioè c'è qualcosa che non va non credi?
Sai io ero all'Università appena 5 o 6 anni fa, ero in cortile ed entrarono dei ragazzi del vomero che mi volevano far firmare una petizione per garantire che il collana restasse in mano al pubblico e non ai privati, lo sai cosa gli risposi? Guardate che le discipline che amate svolgere nel vostro amato stadio ve le sognerete la notte quando non potrete più svolgerle e non perché la gestione sarà privata, ma semplicemente perché la struttura da qui a breve sarà più che fatiscente, ci avevo visto lungo ma non ci voleva un genio


Certamente non ci voleva un genio e qui tutti ragioniamo con il cervello. Sono anni che dicono che l'Albricci verrà riqualificato. Ma la storia dei due impianti è profondamente diversa. L'ubicazione è diversa, la capacità di spesa dei residenti è diversa, gli spazi sono diversi, le discipline praticate sono diverse.
Ribadisco: attualmente l'impianto pubblico viene gestito da privati che pagano per stare lì.
Dopo il bando l'impianto rimarrà pubblico ed i privati dovevano fare i lavori. A queste condizioni non c'era nessun motivo per non affidare l'impianto. A condizione che non venisse trasformata la vocazione dell'impianto sportivo trasformandolo in mero business cambiando la destinazione d'uso dei locali.
Visto che la politica, colpevole di tutto questo degrado per non aver messo un euro di fondi nell'impiantistca sportiva, ha tergiversato, sono passati due anni e la regione nel frattempo ha stanziato fondi e messo in moto altri bandi con lavori aggiudicati.
Lo scopo di affidare ad un unico soggetto tutto il Collana, fare i lavori di ristrutturazione, va quindi a decadere.
E' questo tutto il nocciolo della questione. Il privato si può chiamare Francesco, Giovanni o Giuseppe, ma non spenderà un solo euro.
Bisognerebbe annullare il bando, vigilare sui lavori che il pubblico si è impegnato a fare e dopo il 2019, anno in cui scade la convenzione Regione - ARU- Comune di Napoli, assegnare nuovamente tramite bando l'impianto.
Quello che sta cercando di fare ora il soggetto vincitore del bando, è un colpo di mano, perché sa benissimo che queste condizioni si riproporranno difficilmente.
Chi racconta poi che il Collana potrebbe riaprire a breve dice delle bugie. Per fare da zero una pista d'atletica occorrono almeno 4 mesi. Senza considerare il fatto che dopo la posa nessuno per un altro paio di mesi deve utilizzarla perché le caratteristiche della pista si altererebbero danneggiandola. La stessa identica cosa che successe per la pista del Virgiliano, con la pista nuova chiusa per permettere al materiale di riposare. Chi dice che verrà messo il campo sintetico dice altre bugie, perché il sintetico non è compatibile con la disciplina dei lanci nell'atletica leggera (a proposito, verrà rimontata la gabbia, almeno da progetto).
Da tecnico io non iscriverei mai mio figlio a fare calcio al Collana. Nelle ore dei corsi, dalle 16 alle 18, c'è una quantità di gente incredibile che gira con una folla assurda. Non c'è concentrazione, gli spazi sono ridotti. E' impensabile fare qualità, ma solo quantità.
Anche questa problematica è stata affrontata. Tant'è che anche la Carpisa è emigrata al campo Domenico Luongo anche per questi motivi. Perché sullo stesso campo doveva coesistere con il Rugby, non proprio uno sport dove il manto erboso è perfetto.
Il progetto di Giano, invece, appare chiaro.
Sfruttare le cubature sotto la tribuna lato Quattro Giornate per una grande area commerciale cambiando la destinazione d'uso. Via la palestra di quasi 300 mq con sala pesi, via la palestra di Sandro Cuomo. Sfruttare anche gli altri 500 mq tra pista e tribuna attualmente ridotti a sgabuzzini "discarica". Aumentare il volume delle cubature riconfigurando gli spazi e coprendo la tribuna mettendo i pannelli solari così da rientrare di parte dell'investimento non pagando energia elettrica. Passare da 8 a 6 corsie così da rendere l'atletica leggera un contorno (la FIDAL non organizzerà mai i campionati italiani in un campo non ad 8 corsie) e non lo sport principale, fare un campo in sintetico certificando la morte di alcune discipline. Già questo per me sarebbe abbastanza. Perché significa fare business, non fare sport. Significa fare un impianto destinato al calcio e metterci di contorno il palazzetto dello sport.
Lato via de Ribera, dove c'è l'ingresso principale, c'è spazio sotto con una palestra gigantesca. C'è spazio anche lato carabinieri per fare l'impossibile. Ma nel bando non si parla di possibilità di costruire nuove cubature. Solo di ripristino. E' per questo che le associazioni ed i vomeresi dovrebbero essere sul piede di guerra. Perché per arricchire un singolo ed unico privato, si metterà altro commerciale. Quindi altre auto ancora che vengono nel quartiere che già ha una carenza di posti auto incredibile.
Il passo da Collana Multifunzionale a Collana Club simil Virgin è molto breve. A 90€ al mese solo sala però. A 150€ se vuoi usare la piscina micro.
Figurarsi cosa possono chiedere per il Collana! Proprio un impianto pubblico aperto a tutti! :facepalm: :monkeypalm: :tafazzi:



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05/10/2017 18.40
 
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Re:
granpacco, 05/10/2017 18.26:

Poi in un secondo momento si pensasse seriamente a dotare le scuole di palestre che è una vergogna, ma devo dare atto a questa amministrazione che qualcosa si è mosso nell'ultimo periodo



Ma questo è un altro argomento ancora. E non si può che essere d'accordo. Ma i soldi per interventi del genere li mettono Comune/Provincia a seconda del tipo di scuola. E sai bene che il comune non ha nemmeno gli occhi per piangere.

Per fortuna l'amministrazione si è impegnata affinché non ci siano speculazioni. Se vogliono fare altro commerciale, pensassero innanzitutto a fare parcheggi nella zona sotto il raccordo di via Caldieri da mettere a servizio dell'impianto. Anche quello è un bell'investimento. C'è spazio per migliaia di posti. Altrimenti ci sarà una grossa fetta di residenti che sarà contraria visti gli aumenti indiscriminati per gli stalli residenti e posti che sono sempre più difficili da trovare.


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Re: Re:
zola89@, 05/10/2017 18.32:



Il progetto di Giano, invece, appare chiaro.
Sfruttare le cubature sotto la tribuna lato Quattro Giornate per una grande area commerciale cambiando la destinazione d'uso. Via la palestra di quasi 300 mq con sala pesi, via la palestra di Sandro Cuomo. Sfruttare anche gli altri 500 mq tra pista e tribuna attualmente ridotti a sgabuzzini "discarica". Aumentare il volume delle cubature riconfigurando gli spazi e coprendo la tribuna mettendo i pannelli solari così da rientrare di parte dell'investimento non pagando energia elettrica. Passare da 8 a 6 corsie così da rendere l'atletica leggera un contorno (la FIDAL non organizzerà mai i campionati italiani in un campo non ad 8 corsie) e non lo sport principale, fare un campo in sintetico certificando la morte di alcune discipline. Già questo per me sarebbe abbastanza. Perché significa fare business, non fare sport. Significa fare un impianto destinato al calcio e metterci di contorno il palazzetto dello sport.
Lato via de Ribera, dove c'è l'ingresso principale, c'è spazio sotto con una palestra gigantesca. C'è spazio anche lato carabinieri per fare l'impossibile. Ma nel bando non si parla di possibilità di costruire nuove cubature. Solo di ripristino. E' per questo che le associazioni ed i vomeresi dovrebbero essere sul piede di guerra. Perché per arricchire un singolo ed unico privato, si metterà altro commerciale. Quindi altre auto ancora che vengono nel quartiere che già ha una carenza di posti auto incredibile.
Il passo da Collana Multifunzionale a Collana Club simil Virgin è molto breve. A 90€ al mese solo sala però. A 150€ se vuoi usare la piscina micro.






ma magari, se poi diventasse la casa del calcio femminile sarebbe il top


05/10/2017 19.20
 
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Re: Re: Re:
granpacco, 05/10/2017 18.42:



ma magari, se poi diventasse la casa del calcio femminile sarebbe il top





Fai una confusione terribile. Il calcio femminile concorreva con un suo progetto CONTRO quello Giano. Non diventerà mai la casa del calcio femminile. La serie A del calcio femminile la guardavano non più di 100 persone. Un impianto quindi totalmente sovradimensionato!


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05/10/2017 20.23
 
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Permettimi di dire che la guardavano 100 persone perché solo un amante dell'horror può andare a vedere una partita in quel mostro che é il collana
06/10/2017 01.45
 
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niente da fare si vuole il giocattolo nuovo e basta :bah:

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Salutandovi indistintamente..

http://www.pianofortegioiello.it/
06/10/2017 02.36
 
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Re:
granpacco, 05/10/2017 20.23:

Permettimi di dire che la guardavano 100 persone perché solo un amante dell'horror può andare a vedere una partita in quel mostro che é il collana



Questa veramente non si può sentire :???
Il collana sarà stato pure vecchio e mal mantenuto ma ti assicuro che era un piacere non solo allenarsi ma anche assistere alle varie manifestazioni. Quelle rare volte che ci si spostava su altri campi/stadi era uno strazio in quanto a funzionalità. L'unico che salvo a metà è lo stadio di marano e già siamo fuori Napoli
[Modificato da basilisco87 06/10/2017 02.36]
06/10/2017 19.21
 
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Saranno le telecamere di SportItalia a salutare l’esordio casalingo della Saces Mapei Givova nella Gusto Cup 2017-2018. Appuntamento di grande interesse per le ragazze di Molino, visto che al Caravita dovranno affrontare la Reyer Venezia guidata da Liberalotto.
Alla Saces Mapei Givova non è stata ancora accordata la possibilità di giocare nella propria casa del PalaVesuvio, e allora si traslocherà nuovamente al Caravita:
Si, e ce ne dispiace molto perché non vediamo l’ora di giocare sul nostro campo,ammette il coach Nino Molino
11/10/2017 17.13
 
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da

Tuttonapoli
...
Ciro Borriello, assessore allo Sport del Comune di Napoli, ha parlato nel corso di Radio Goal su Kiss Kiss Napoli...
Collana? Nel bando principale c’è una clausola che annullava la gara in qualsiasi momento in caso di motivi di interesse pubblico, come possono essere le Universiadi. L’impianto per noi deve essere messo a posto per le Universiadi e con fondi pubblici, siamo con gli olimpionici napoletani. Vogliamo che la sua gestione sia pubblica, questa è la nostra posizione. Per le Universiadi sono stati stanziati 8.5 milioni di euro, non sono pochi”.
11/10/2017 17.29
 
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Il Mattino – R. Pasquino: “La Giano? Inaccettabile l’uso commerciale per il Collana”
Da : www.ilnapolionline.com/pasquino-giano-uso-commerciale-...

www.il napolionline.com

«Oggi, in conferenza stampa per la presentazione delle Universiadi del 2019, mi aspetto che il presidente del Coni Giovanni Malagò dica con chiarezza che il Collana, nel momento in cui sarà ristrutturato, debba avere come unica finalità lo sport così come hanno chiesto gli olimpionici, gli sportivi e i napoletani». Raimondo Pasquino, presidente dell’Aru – acronimo che sta per Agenzia regionali per le Universiadi – ha le idee chiare e nessun pelo sulla lingua. Anzi più che idee ragiona con atti concreti: spetta a lui dare il parere sulla compatibilità del progetto per il Collana presentato dalla Giano di Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara con le Universiadi. E poi l’appello a Malagò va ben oltre la carta bollata e raccoglie quello fatto dagli olimpionici, tra cui Davide Tizzano, Sandro Cuomo, Pino Maddaloni e altri che il Collana lo vogliono per lo sport e per tutti non privatizzato.

Allora presidente, chi le ha chiesto il parere? E di che segno è?

«Negativo, non c’è compatibilità con quel progetto della Giano e le Universiadi. Il parere me lo ha chiesto il presidente della Regione Vincenzo De Luca. Come presidente dell’Aru non ho il potere di revocare il bando di gara ma mi pare giusto che la Regione vada nella direzione richiesta da questi 12 olimpionici. Tentare di trasformare il Collana per fini commerciali con una residualità sportiva mi sembra inaccettabile. Parlare del Collana significa parlare di sport, di tutto lo sport, dal calcio al rugby passando per la scherma, la ginnastica, il nuoto e molto altro: il Collana è l’unico vero stadio della città di Napoli».

Allora perché si è arrivati a questo punto?

«C’è stato un momento di crisi tra Comune e Regione e si era immaginato che dovessero essere soldi privati a riqualificare l’impianto. Oggi questo problema non c’è più, con le Universiadi i soldi sono pubblici, gli interventi della Regione che ha la potestà di fare un atto amministrativo con il quale dichiara l’interesse pubblico. Ricordo che nel bando di gara questa clausola era nota. L’obiettivo è di restituirlo al più presto, e su questo De Luca già si è espresso, alle associazioni sportive».

Il Collana sarà a disposizione degli atleti che parteciperanno alle Universiadi per gli allenamenti?

«Certo, tutti quelli che lo vorranno avranno la pista a disposizione e le palestre. Posso dire che il maestro dello sport e della scherma Sandro Cuomo è pronto a mettere a disposizione la sua palestra e anche i suoi insegnamenti per le Universiadi. E non è il solo».



I tempi, professor Pasquino: quando il Collana potrà essere restituito e migliaia di ragazzi e ragazze?

«Guardi, noi stiamo lavorando moltissimo. C’è stata la settimana scorsa una manifestazione per i disabili organizzata dal presidente Amedeo Salerno e per la prima volta il prato del Collana è tornato verde e a norma. L’anno prossimo vogliamo che questi ragazzi abbiano tutto lo stadio a disposizione e non solo una parte. L’impianto lo abbiamo in carico da pochi mesi, abbiamo già individuato due ditte che stanno lavorando, abbiamo smontato due torri faro, presto smonteremo le altre due, avremo un Collana illuminato a giorno in maniera moderna. Poi stiamo lavorando nella palestra di Cuomo, abbiamo fatto una gara già aggiudicata su una progettazione esecutiva così come nelle altre palestre dal lato di via Ribera. A Universiadi finite l’impianto sarà gestito da Coni, Regione, Comune e associazioni».

Oggi sarà al fianco, tra gli altri, di Malagò e del ministro Lotti, può dare garanzie che per il 2019 Napoli e la Campania saranno pronte?


«Ci sono 70 impianti, 11 a Napoli, e sono la parte più corposa dei finanziamenti. Il Comune, devo dire, ha lavorato bene e in sinergia con l’Aru e la Regione e pensiamo che per la fine dell’anno si vada all’assegnazione delle gare. Saremo pronti anche perché abbiamo previsto intercambiabilità tra alcuni impianti nel caso ci fossero ritardi. Ma non ci saranno».

11/10/2017 18.43
 
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230 k euro per i campi di via Lieti
14/10/2017 13.28
 
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La Fipav Campania ha organizzato per lunedì alle ore 19 un confronto tra società e istituzioni cittadine, il presidente Boccia: “Dialogare con il comune per provare a tornare alla normalità”

Il C.R. della Fipav Campania annuncia che lunedì 16 ottobre a partire dalle ore 19 presso la sala conferenze del Centro Federale Ivan Meriggioli di Ponticelli si terrà un incontro tra le società del territorio napoletano e l’assessore per lo sport del Comune di Napoli, Ciro Borriello. Il presidente campano, Ernesto Boccia, è riuscito dunque a mettere attorno ad un tavolo istituzioni cittadine e associazioni sportive per provare a porre rimedio al caos strutture che sta travolgendo i protagonisti dei cosiddetti “sport minori” a Napoli da poco meno di un mese. Sono oramai troppe le associazioni sportive, già mortificate dalla crisi economica, ad essere state “sfrattate” dalle loro abituali sedi operative per via di cambi di regolamento o per la mancanza dei presupposti minimi di sicurezza di strutture sportive sempre meno predisposte ad ospitare attività sportiva. Società che da anni si battono per la promozione della pallavolo e del suo straordinario messaggio sociale con progetti di inclusione, spesso completamente gratuiti, rivolti ai più giovani, sono al collasso ed ora cercano risposte, immediate, per poter programmare il proprio futuro.

“Ci siamo fatti promotori di questo incontro per provare a porre freno ad una situazione che rischia seriamente di far morire lo sport a Napoli – ha dichiarato il presidente del C.R. della Fipav Campania, Ernesto Boccia -. Le nostre società sono oramai allo stremo costrette a cercare ogni giorno un luogo diverso dove svolgere la normale attività, programmata tra l’altro, quando ancora la “bolla strutture” non era esplosa. Dirigenti, tecnici e di riflesso atleti, hanno familiarizzato con termini quali agibilità, permessi e protocolli che poco o nulla hanno a che fare con lo sport e con la prorompente forza della pallavolo. L’Assessore Borriello risponderà ai nostri quesiti, ai quesiti di chi ama la propria terra ed al momento si sente impotente a causa di burocrazia e miopia istituzionale. Invito tutte le società a prendere parte a questo dibattito che tra l’altro rappresenta un’assoluta novità nel rapporto tra istituzioni sportive e cittadine. Una prima volta di cui la pallavolo avrebbe fatto volentieri a meno che però – ha concluso Ernesto Boccia – consentirà alla nostra grande famiglia di compattarsi per provare a superare questo ennesimo ostacolo”.

Appuntamento fissato per lunedì 16 ottobre alle ore 19 presso la sala conferenze del Centro Federale Ivan Meriggioli di Ponticelli. L’invito è rivolto a tutte le società napoletane e sarà aperto alla stampa.
25/10/2017 11.43
 
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La Regione non assegna la gara per la gestione del Collana per «incompatibilità urbanistica» alla Giano di Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara. Sfuma per i due ex campioni del Napoli il sogno del Collana. Contestualmente la Regione, proprietaria dell'impianto, affida l'impianto alla Aru - Agenzia regionale per le Universiadi del 2019 presieduta da Raimondo Pasquino - il progetto per la ristrutturazione dell'impianto stanziando 8,5 milioni. Una delibera della giunta dell'ente di Santa Lucia guidato da Vincenzo De Luca chiarisce dunque - in via definitiva - che il Collana è e resterà uno stadio pubblico con finalità pubbliche.




«La giunta regionale - si legge nel comunicato diramato dall'ente dopo l'approvazione di una delibera ad hoc - in merito alla vicenda dello stadio Collana del Vomero, ha preso atto che rispetto al progetto finale non esiste compatibilità urbanistica. E, rilevato che la Regione ha stanziato 8,5 milioni per la ristrutturazione dell'impianto in vista delle Universiadi del 2019, ha ritenuto necessario, per accelerare i tempi, affidare all'Agenzia per le Universiadi la realizzazione delle opere previste, non essendo al momento compatibili altre soluzioni. La giunta ha dato quindi mandato agli uffici di procedere con gli ulteriori atti amministrativi necessari».

La palla ora è nelle mani di Pasquino, che spiega quali saranno i prossimi step: «La Regione non fa l'aggiudicazione della gara - spiega Pasquino - e affida l'impianto all'Aru. Cosa succederà in futuro? È tutto chiaro già nell'assegnazione fatta all'Agenzia. Ultimati i lavori e finite le Universiadi lo stadio verrà consegnato a Regione, Comune e Coni e poi alle Associazioni sportive che già c'erano prima». Pasquino chiarisce anche un altro punto: «La ricerca del gestore privato c'è stata nel 2014 perché non c'erano fondi per la ristrutturazione, poi sono arrivate le Universiadi e anche i finanziamenti. Detto questo, la Regione ha fatto le sue valutazioni e si è arrivati a queste determinazioni».
25/10/2017 12.00
 
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Il problema è cosa succederà quando lo stadio non sarà ultimato per le Universiadi...
25/10/2017 21.23
 
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Re:
Cos6, 25/10/2017 12.00:

Il problema è cosa succederà quando lo stadio non sarà ultimato per le Universiadi...




ho paura faremo una figuraccia internazionale, ancora si deve smuovere nulla in ogni settore :allora?
26/10/2017 00.10
 
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È incredibile come per fare qualsiasi cosa in questa città ci vogliano ere geologiche, via marina 3 anni, la metro stendiamo un velo pietoso, il san paolo partono i lavori, non partono e non si muove nulla, i treni della metro ancora devono firmare il contratto, il collana chiuso non so da quanto... e potremmo continuare all'infinito
07/11/2017 10.36
 
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Scampia, nasce lo stadio Landieri


IL COLORE del manto erboso è verde intenso. Vivace. Antonio Landieri, vittima innocente di camorra, rivivrà grazie allo sport. S'inaugura domani alle 11 lo stadio Antonio Landieri a Scampia, intitolato al 25enne ucciso per errore dai clan il 6 novembre 2004, durante la prima faida che ha insanguinato il quartiere.

Ieri il 13esimo anniversario della morte. Sarà il primo campo di calcio realizzato con il riciclo di pneumatici della Terra dei Fuochi. Una luce nel quartiere che faticosamente si sta affrancando dai clan.

All'inaugurazione partecipano il sindaco Luigi de Magistris, l'assessore ai giovani Alessandra Clemente e il coordinamento campano familiari vittime innocenti di criminalità. Antonio era costretto su una sedia a rotelle da una paralisi infantile. I sicari del boss Cesare Pagano lo hanno ammazzato con due proiettili alla schiena credendolo un gestore della piazza di spaccio dei Sette Palazzi. Ma lui era solo andato a giocare a biliardino, a pochi metri da casa. Da sei anni a Scampia si tiene in suo nome il torneo di calcio "Libera in Goal".

"Ci sono voluti dieci anni affinché Antonio venisse riconosciuto vittima innocente di camorra. Lo stadio in suo nome è un sogno che si realizza, da domani grazie alla targa dello stadio migliaia di ragazzi campani e da tutt'Italia potranno ricordarlo e conoscere la sua storia - spiega il cugino Rosario Esposito La Rossa, scrittore, editore ed operatore culturale nel quartiere con la nuova libreria "La Scugnizzeria" - Sarà una festa aperta al quartiere e a tutti. Per Scampia questo stadio è il simbolo di un'eccellenza positiva. In questi anni le scuole calcio che hanno operato nella struttura già andavano incontro alle esigenze, anche economiche, dei ragazzi. Si continuerà su questa linea: nello stadio Landieri si terranno sempre più iniziative per il futuro delle nuove generazioni". La famiglia Landieri tre anni fa ha depositato al Comune una raccolta di firme per l'intitolazione dell'impianto sportivo ad Antonio. In pochi mesi sono arrivate 1800 adesioni.

La struttura in via Hugo Pratt versava nell'abbandono: le scuole calcio erano costrette a giocare nella polvere, su un terreno di gioco a diro poco danneggiato. I lavori di sistemazione del campo, 110 metri per 60, sono iniziati in maggio. La ristrutturazione è stata realizzata dalla società Ecopneus che si occupa di trattamento e recupero di pneumatici fuori uso.

L'idea di scegliere simbolicamente il riuso degli scarti dei copertoni che inquinano la Terra dei Fuochi per il campo di gioco è stata del vicesindaco Raffaele del Giudice con il presidente dell'ottava municipalità Apostolos Paipais, del consigliere Claudio Di Pietro e di Nunzio Marigliano, dirigente dell'Oratorio Don Guanella di Scampia, squadra che gioca nella struttura da anni insieme con l'Arci Scampia, Stella Rossa 2006 e Gioventù Partenope.

Con il terreno di gioco è stato risistemato anche il manto stradale di fronte alla struttura. "Ci è voluto tempo per trovare i fondi - continua La Rossa - ma oggi con l'intitolazione dello stadio ad Antonio vinciamo tutti, è il frutto di un impegno corale. Ricordo Nunzio Marigliano che ha seguito da vicino i lavori in piena estate. I ragazzi erano costretti a giocare su un campo di gioco penoso. Lo stadio oggi con tremila i posti negli spalti, dopo il San Paolo, è tra gli stadi comunali pubblici in erba sintetica con più posti della città. Ci auguriamo che venga presto a trovarci la squadra del Napoli: sarebbe bello disputare qui una partita tra il Napoli e la squadra dei familiari delle vittime innocenti di camorra ". Alla tragedia che ha colpito la famiglia Landieri, nell'agosto si è aggiunto un particolare atroce rivelato dal pentito Gennaro Notturno, killer che fece fuoco su Antonio Landieri con mitragliette Uzi credendo di colpire due fratelli affiliati al clan Di Lauro: i camorristi volevano offrire ai genitori Vincenzo e Raffaella Landieri 150mila euro come risarcimento per la morte del ragazzo. "Fino a quando i pentiti non hanno parlato è stato perfino difficile provare in pieno la verità, c'era sempre la parola nostra contro quella degli altri", spiega Esposito La Rossa.

L'intitolazione dello stadio a Landieri assume un significato ancora più forte in questi giorni in cui la furia delle "paranze" impazza al rione Sanità: quattro "stese" in una settimana contro negozi anti-racket. "Noi non ci scoraggiamo, andiamo avanti - dice La Rossa - l'importante è proporre sempre più processi virtuosi ai ragazzi".
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