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Napoli | Metropolitana (Linea 1 e 6) e Funicolari

Last Update: 10/18/2022 12:18 PM
5/27/2022 6:14 PM
 
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Napoli, al via piani da 1 miliardo per ferrovie, tram e bus elettrici

Grandi opere che cambiano l’Italia #7. Il Comune accelera sulla progettazione e partecipazione ai bandi: finanziamenti da 760 milioni del Pnrr per la mobilità urbana e la rigenerazione dell’Albergo dei poveri
Vera Viola

L’elenco delle opere da realizzare è molto lungo. In realtà, è anche più di un elenco: esso rappresenta la sfida di Napoli verso la “normalità” da anni desiderata. Passaggio obbligato è realizzare le infrastrutture: una sfida difficile per la giunta dei professori guidata da Gaetano Manfredi e insediatasi sette mesi fa.
Manfredi un importante tassello lo ha messo al suo posto. Il 29 marzo con il presidente del Consiglio ha sottoscritto il Patto per Napoli per il risanamento del Comune (con debiti per 5 miliardi): lo Stato ha assegnato 1 miliardo e 231 milioni a fondo perduto che verranno erogati in 21 anni. A cui corrispondono impegni del Comune. Ciò è servito a dare ossigeno alla gestione corrente e a sbloccare gli investimenti.
Su quest’ultimo è iniziato un lavoro imponente. Il Comune ha realizzato progetti per oltre un miliardo da finanziare con Pnrr e Fondo complementare. Più nel dettaglio, i finanziamenti ottenuti ammontano a 760 milioni e sono destinati a mobilità, recupero del centro storico e delle periferie. Mentre due piani da 160 milioni sono all’ultimo stadio della valutazione e, infine, il Comune ha candidato altri 54 interventi da 143 milioni. Si arriva così al miliardo circa.
Il filone più importante della pianificazione riguarda la mobilità sostenibile e si basa sul potenziamento delle linee ferroviarie. Si pensi alla interconnessione tra Napoli e l’hub di Afragola. Qui sorge da qualche anno la stazione a forma di treno progettata da Zaha Hadid. L’opera è uno splendido esempio di architettura moderna pensata per diventare un vero hub ferroviario tra Nord e Sud del Paese, tra Tirreno e Adriatico. Ma oggi viene utilizzato poco. Secondo i piani dovrà essere raggiungibile dal capoluogo con la nuova linea 10 della Metropolitana e diventare una nuova stazione della città per i collegamenti in alta velocità. La Metropolitana dovrà anche connettere (con linee 1 e 10) porto, aeroporto e stazioni ferroviarie. Sarà ricostruita una linea tranviaria tra S. Giovanni (est) e piazza Sannazaro (centro ovest). Trasformazione importante riguarderà anche la sostituzione nel medio periodo di tutti gli autobus con modelli a trazione elettrica: i primi 70 (Pon Metro) sono appena arrivati e altri 253 (Recovery) saranno consegnati entro il 2026.
Ma poi c’è un ampio capitolo sulla rigenerazione urbana. Tema su cui anche l'Unione industriali incalza il Comune. «Sbloccare gli interventi – dice il presidente Costanzo Jannotti Pecci – da Bagnoli al centro storico e a Napoli est. Noi abbiamo promosso un progetto che prevede ben 115 interventi».
Intervento simbolo è il Real Albergo dei Poveri: maestoso edificio borbonico realizzato da Carlo III a metà 700 per ospitarvi i poveri del Regno. Anche in anni recenti Palazzo Fuga, dal nome del progettista, è stato in parte ristrutturato ma poi è rimasto per lo più non utilizzato. Oggi è pensato come “Fabbrica della creatività” . Luogo in cui imprese e servizi troveranno il clima più fertile per inventare e innovare. Per il quale il Comune pensa a una gestione mista pubblico- privato. Anche la piazza circostante sarà riqualificata e vi arriverà la Metropolitana. Altri interventi importanti sono previsti nelle periferie. Due in particolare: il completamento della riqualificazione del quartiere Vele a Scampia (lotto M con una dote di 70 milioni) e a Taverna del Ferro a San Giovanni a Teduccio saranno riqualificate le case di edilizia pubblica, spendendo 50 milioni. Saranno coinvolte almeno mille famiglie.

Da Il Sole 24 Ore
10/18/2022 12:18 PM
 
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Metro linea 1
Entrerà in servizio stamattina il primo dei diciannove nuovi treni della Metropolitana di Napoli: dopo averlo visto sfrecciare alle stazioni, bellissimo e vuoto, durante le prove, finalmente i napoletani potranno utilizzarlo e iniziare a sperimentare un trasporto finalmente all’altezza.

Il viaggio inaugurale è previsto alle 9.30 con il sindaco Manfredi a bordo. Assieme al primo cittadino ci saranno anche l’assessore ai trasporti Edoardo Cosenza, il dg di Anm Massimo Simeoli e il direttore delle linee metropolitane di Anm, Vincenzo Orazzo. Il tragitto inaugurale sarà breve, da piazza Municipio a Garibaldi con fermata alle stazioni di Università e Duomo, poi il treno riporterà gli ospiti a piazza Municipio e, da quel momento, sarà a disposizione dei viaggiatori napoletani che aspettano da troppo tempo un servizio di metropolitana adeguato alla terza città d’Italia.

In totale a Napoli entrerà in servizio una flotta di 19 moderni treni a disposizione della Linea 1, li produce la spagnola Caf che si è aggiudicata il primo bando da 98 milioni nel 2016. Con il tempo l’investimento ha raggiunto i 170 milioni e il totale dei convogli è salito a 19 per un costo medio di quasi nove milioni per ogni treno.

Ogni nuovo mezzo avrà una lunghezza massima di 108 metri e una capacità di trasporto di 1.200 passeggeri, sarà costituito da due semi-treni, e avrà due cabine di guida identiche alle due estremità.

Dopo aver ottenuto dal Ministero il permesso per l’ingresso in servizio del primo convoglio, il percorso per immettere sui binari gli altri è tutto in discesa: ogni mezzo dovrà percorrere cinquemila chilometri di “rodaggio” e poi, senza più ulteriori test, potrà accogliere i passeggeri. Si stima che i 5mila chilometri possano essere percorsi in poco più di un mese, sicché in media ogni 40 giorni dovrebbe essere pronto un nuovo treno in sostituzione di quegli sgangherati vagoni gialli che già da decenni sono destinati alla pensione.

Il percorso che ha condotto alla messa in servizio del primo treno è stato lungo e irto di ostacoli. La consegna del convoglio numero uno è avvenuta la sera del 9 marzo 2020, era il giorno in cui l’Italia entrava nel primo lungo lockdown a causa della pandemia. Il sindaco de Magistris andò ad accogliere lo scintillante treno che sbarcava da una nave proveniente dalla Spagna e poi fu costretto a dimenticare quell’evento per dedicarsi a uno dei momenti più difficili per il Paese e per la città.

In quell’occasione erano sbarcati a Napoli anche i tecnici spagnoli che avrebbero dovuto insegnare agli addetti napoletani come gestire le meraviglie di tecnologia che avevano prodotto, tornarono di gran carriera in Spagna in attesa che passasse l’onda maligna del Covid.
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